Sentimenti, Narcisisti, Ricatto Sociale

Oggi giornata particolare, come tanti giovani si cerca lavoro e di costruire un futuro, chissà dove sepolto.. (forse sotto le riforme dei nostri politici?). In ogni caso, tra colloqui e curriculum, esami universitari (più o meno ben riusciti), non dimentico la mia passione per le vicende di chi conosco e per ciò che scaturisce dai vostri commenti. Stavolta ho trovato degno di attenzione e interesse le parole di una follower, si chiama Eleonora. Scrive su un articolo di qualche tempo indetro “i narcisisti patologici sono persone malate a tutti gli effetti, ma non se ne rendono conto e riescono ad ingannare tutti. Se arrivano in terapia ci arrivano per altri motivi, spesso per disturbi depressivi, ma la loro ferita difficilmente viene riconosciuta (…). E’ un tema molto sentito da quella questa parte di gente che ai sentimenti crede e spera. S’intende che sia questo il caso. Garcia nei suoi romanzi scrive “il cuore ha più stanze di un bordello” ed è la frase sull’amore che, ironicamente abbozzo ogni tanto, per la verità, chi sostiene il contrario si esponga, oltre che per lo stridente scontro con la realtà che esprime. Nell’articolo l’attenzione è data all’argomento “narcisisti”. Uomini che per quanto adulatori, si pongono come venditori di niente, per quanto forse piacevoli, risultano essere motivo di sofferenze deleterie. I più ostinati sostengono quanto sia facile allontanarsi da questi soggetti una volta riconosciuti, credo si riferiscano all’insegna luminosa in fronte. L’esperienza insegna, che siamo creature volubili in cerca di guai, quasi a vedere quanto sappiamo resistere o sopportare, come lei stessa conclude dopo una dolorosa vicenda accanto ad un uomo che non ha voluto ne dimostrato Amore. Resistere alle intemperie è ciò che più ci rende umani. Realizzato questo è più utile, non facile, offrire quelle parole di supporto e confronto, al fine di rendere una sofferente esperienza, motivo di crescita sia a livello fisico che mentale. Perchè fisico, vi chiederete. Tutti abbiano avuto esperienze sgradevoli, chi può dire di non aver fatto misura di come le pene dell’anima vadono ad incidere sul corpo della persona?
Leggo tra le parole del suo blog, che vi invito a leggere (qui: nomaitroppotardi.wordpress.com) “avrei, forse preferito che fossero stati anni di schiaffi, di botte e di lividi. Me ne sarei andata al primo episodio. Invece sono stati 6 lunghissimi anni di violenza psicologica, sottile ed efferata nello stesso momento, difficile da scorgere perché ben travestita”. Ecco, quanto possa essere deleterio incontrare gente “sbagliata?”, non ho la garanzia di poterlo dire, eppure la qualità dei sentimenti che proviamo quando stiamo accanto a qualcuno, è primo indizio e indice di ciò che succede attorno a noi. I sentimenti, sono la chiave del nostro vivere, messaggi nascosti, mandati alla attenzione per reagire al meglio delle nostre possibilità, sembra una prospettiva troppo ottimista? In un altro post scrivo a questo proposito “come li scoviamo, i bugiardi?” strappando le parole ad un travestito mago della saga di Harry Potter. Come poter riconoscere una verità, una persona degna di attenzione, da chi invece non vede in noi la alcuna unicità, ma un qualcosa utile ai fini della propria sopravvivenza? “Siamo la generazione del ricatto sociale”. Ti do affinchè tu mi dia, con l’interesse.

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11 thoughts on “Sentimenti, Narcisisti, Ricatto Sociale

  1. E’ vero quello che scrivi ma è altrettanto vero che spesso la parte femminile della coppia il cappio se lo mette al collo da sola. Perché? Perché crede di essere innomarata ma in realtà psicologicamnete vede in lui qualcosa che non c’è.

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      • Parliamoci chiaro e fuori dai denti. Io non faccio parte di quella schiera ma cerco semplicemente di essere oggettivo.Vogliamo dire che è colpa solo da una parte sempre e senza capirne le motivazioni? Bene io non appartengo a questa categoria. Analizzo e mi formo il mio pensiero. Non dico che sia la verità, ammesso che esista, ma almeno mi faccio un’idea né preconcetta né stereotipata. Sbaglio l’analisi, l’interpretazione, sono un umano e non sono perfetto.
        La colpa è sempre e solamente degli uomini e le donne sono le loro vittime sacrificali? Dico di no, perché spesso è vero ma talvolta no. Di donne che si siano impegolate in relazioni stravaganti ne conosco diverse. E dire che loro non sapevano o non capivano, mi dispiace non ci credo.

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      • La donna ne ha parlato in modo zelante e infatti ho detto che condividevo quello che hai scritto – era la prima affermazione. Poi ho fatto un discorso generale, che non era riferito alla persona in oggetto.
        Se rileggi con attenzione quello che hai scritto sei molto più fumosa di me, perché prendendo spunto da quel caso ne hai tratto una morale generale. Quindi era mio diritto fare altrettanto
        Con lei ho già avuto modo di parlare, non del caso specifico, ma di altri argomenti e le ho lasciato un mio commento sul post specifico.
        Se non vuoi capire, peccato. Non giro coi paraocchi né superficialmente guardo l’insegna.

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      • Il post non voleva essere fumoso, ho espresso una riflessione personale che ho tratto sia dal post, che dal commento. Visto che siamo andati oltre il caso specifico, non ho detto che giri coi paraocchi, ma riconosciamo che nonostante le esperienze fatte parlino da sè, si persevera ad ogni modo a sbagliare in relazioni senza futuro.

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      • Non mi pare che abbiamo opinioni discordi. Le abbiamo espresse in modo differente. In taluni casi il ‘narciso’ adesca la vittima, che cade nella sua tela. A volte è la preda che consapevolmente e incautamente si infila nella tela del ragno. Non è detto che sempre lo schema sia così, perché esistono dei casi in cui le parti sono invertite e il ‘narciso’ è al femminile.
        In ogni caso la relazione non ha futuro. E la preda – femminile o maschile – dovrebbe avere il buon senso di troncarla. Ma questo avviene?

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    • Hai usato il termine corretto. cappio! Che sa molto di trappola. E cosa è una trappola? Una cosa che sembra ma che poi non è. Basti pensare a come si presenta quella classica per i topi,sia quelle meccaniche, credo non più utilizzate, sia quelle moderne: scatole ricolme di granaglie succulente impregnate di veleno che uccide lentamente, scoaugulando i topi ogni giorno lentamente provocando loro piccole ma poi letali emorragie ogni.volta che si sforzano di entrare nelle scatole trappole per nutrirsi di quei semi avvelenati. Ma ne sono del tutto inconsapevoli che il responsabile della loro debolezza è proprio quel cibo…..fino a che non muoiono.

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  2. La colpa non è mai solo da una parte. Dinamiche sottili creano il caso. Il cappio si potrebbe dire che uno se lo fa.mettere dal carnefice esclusivamente nel.momento preciso in cui nonostante i campanelli d allarme inizino a suonare nonostante quando chi da fuori prova ad avvisare che c è qualcosa che non va, nonostante quando i.momenti difficili, per usare un eufemismo, superano di gran lunga quelli positivi,si va avanti. Siaccetta questo cappio perché si crede in un sentimento che però è unilaterale . Ma è qui la differenza tra una violenza fisica e quella psicologica. Il pugno è inequivocabile. I calci sono calci. Le violenze psicologiche sono sottili ambigue scavano come dei piccoli tarli,sono come quei tumori silenti che quando hai i sintomi,è troppo tardi. Per concludere 2 cose: non è facile e neanche semplice parlarne o scriverne;il cappio te lo devi sciogliere da sola, nessuno può dirti quando e come. Dopo,quando sei libera allora si che hai bisogno di aiuto, ma il cappio te lo tranci da sola!

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