Attimi eterni

Non importa chi erano, tanto meno cosa volessero. L’essenziale era stare vicini.

Muti rombanti, sordi allegri, immobili vivaci. Non importa cosa facessero. L’essenziale era stare vicini.

Discorsi strimpellati, come un bimbo timido d’innanzi a persone estranee.

Il sfiorarsi impercettibile ma tangibile delle scarpe, lasciando loro l’arduo compito di parlare.

Pensieri diversi, ma accomunati.

Muti rombanti, sordi allegri, immobili vivaci. Non importa cosa facessero. L’essenziale era stare vicini.

Sguardi rubati, fugaci, scoperti, intensi, consapevoli, impotenti.   Parlanti.

La scoperta di potersi confidare lentamente, ma essenzialmente.

Non importa chi fossero, tanto meno cosa potevano. L’essenziale era stare vicini.

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2 thoughts on “Attimi eterni

  1. ad ognuno il suo interpretare … la vedo attualissima di migranti che forse non parlano la loro lingua ma camminano con le scarpe rotte una moltitudine di voci sommesse .. ma l’europa si chiude a ghetto ..l’esperienza del passato è già sopita .. ma si ripresenta e quello stare vicini assomiglia ad una mandria irrefrenabile ..

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  2. Ora che me lo hai fatto notare, potrebbe essere giusto per parlare dei migranti… Non è questo il caso però… Il paragone della mandria è invece azzeccatissimo… ma, insomma… Ad ognuno il suo interpretare! Sempre piacevole confrontarsi con te der..

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