Composti di sostanza

Ho pubblicato questo testo qualche tempo fa. Era la prima bozza, poiché non trovavo più il lavoro finito. Ora per fortuna l’ho ritrovato e ve lo pubblico perfettamente concluso e completo.

L’uomo è portato a provare sentimenti. Ma da cosa deriva tutto ciò? Vi sono psicologi e test che possono affermare e affermano razionalmente ciò che l’uomo prova ed è portato a provare. Ma in realtà i sentimenti costituiscono ciò che ognuno di noi è astrattamente: un’anima. La parte concreta dell’uomo sono gli organi e la loro scatola contenitrice: il corpo. Un corpo senz’anima è il nulla. Solamente un contenitore di tessuti tangibile ma senza vita, non avrebbe alcun senso averlo senza poterlo utilizzare. Colui che ha donato l’anima è Cristo Signore. Scienza e chiesa viaggiano parallelamente, ma non si può negare la creazione dell’anima, seppur la scienza afferma che l’uomo si è evoluto attraverso il genere animale, quest’ultimo già era dotato di sensazioni, ma non vi è ancora una motivazione scientifica della creazione di ciò. La parte astratta dell’uomo, il suo essere può essere analizzato, capito ma non identificato all’origine. Ed è tutto ciò che scatena i pensieri, i ragionamenti, le sensazioni, le emozioni, i compimenti delle nostre azioni, tutto è frutto dell’anima, della parte astratta umana. Come in qualsiasi creazione vi è la parte positiva e negativa, anche i sentimenti sono sia negativi sia positivi. Questo è stato imposto all’uomo. L’intera popolazione mondiale è cresciuta e ha sempre saputo che le azioni cui dietro vi è amore sono le azioni giuste, buone, corrette. Le azioni le quali dietro si cela odio, sono i comportamenti sbagliati. Da sempre è stato così e sempre e giustamente lo sarà. E se fosse accaduto il contrario? Se i comportamenti sbagliati fossero quelli giusti, e quelli corretti fossero quelli sbagliati? In realtà non cambierebbe nulla, solamente il modo di pensare e di vivere. E’ scandaloso per il mondo in cui viviamo ed è inammissibile pensare che la violenza, il femminicidio, l’omicidio ecc… possano essere opere buone o provenire dall’amore, ma in un mondo fatto al contrario in cui queste azioni fossero opera del bene stesso, sarebbe del tutto normale. In quel mondo picchiare sarebbe come per l’uomo adesso abbracciare, non sarebbe considerato un atto di violenza, ma di puro affetto. I sentimenti positivi sono ciò di cui l’essere umano ha bisogno per stare bene e sentirsi bene, e sono ciò che nutrono al meglio l’anima. Non si può spegnere la parte umana di noi stessi, cercare di non provare più emozioni, sensazioni, questo per il semplice fatto che non siamo noi a comandare i sentimenti, ma loro a comandare noi. Certo la ragione potrebbe placarli come accade per il nostro istinto, se noi scegliamo di non seguirlo, può far si che le nostre emozioni non siano messe a nudo se noi scegliamo di nasconderle, ma ciò non implica il provarle. L’uomo non può scegliere cosa provare e cosa non provare, è un qualcosa che non è in grado di controllare. Quando si ascolta una canzone, si guarda e si ascolta un bambino giocare, piangere, urlare, gioire, si guarda un film in televisione, si viaggia in auto, ci si sdraia per riposare, in qualsiasi momento e in qualsiasi gesto l’uomo faccia, dietro vi è sempre la parte astratta di esso. Quando si è adolescenti , ci si domanda spesso perché si provino determinate emozioni; fanno parte della crescita dell’individuo e non si smetterà di provarle, forse non basterebbe l’intera esistenza umana perché ogni singola persona le possa provare tutte e di ogni singola emozione e sentimento scoprirne ogni minima sfaccettatura. Il sentimento che si prova maggiormente è l’amore, ma non bisogna associarlo immediatamente all’amore che si prova verso il proprio fidanzato o la propria fidanzata. L’amore si cela dietro ogni singolo gesto benevole che l’essere umano esercita, quando ci si sceglie un amico, per esempio, il bene tra i due individui è definito amicizia, ma dietro l’amicizia vi è l’amore. L’amore per un’altra persona in generale significa il bisogno di stare accanto a quella persona, il bisogno di aiutarla, di correre da lei appena si è travolti da situazioni piacevoli o meno e si ha l’assoluto bisogno di sfogarsi con qualcuno, la semplice voglia di avere e di stare con essa. Si potrebbe fare un elenco infinito per definire l’amore e qualsiasi opera derivi da essa, ma le spiegazioni o le definizioni non spiegano realmente che cosa possa essere, per saperlo bisogna viverlo e lasciarsi trasportare da ciò che è l’istinto, senza frenarlo con la ragione. L’istinto equivarrebbe al sesto senso umano, ed è un comportamento automatico, un’intuizione improvvisa e senza fondamenta, la maggior parte delle volte l’istinto nella realtà risulta poi realmente ciò che l’uomo avrebbe dovuto fare o scegliere. Si potrebbe paragonare forse all’intuito, ma l’istinto è un qualcosa che scatta immediatamente nell’essere umano, mentre l’intuito si appoggia maggiormente alle vie d’esclusione. Tuttavia l’uomo non segue sempre il proprio istinto, anzi, prevale la ragione, che impedisce di fare realmente ciò che un individuo vorrebbe dire o fare reprimendo quindi l’istinto. Oltre alle gesta benevoli l’uomo compie anche gesta derivanti dai sentimenti più oscuri che possano esistere. L’uomo può essere il vero distruttore di se stesso e di ciò che lo circonda. Ci si chiede spesso come possa essere possibile che l’essere umano sia capace di commettere tanta distruzione o semplicemente compiere molti atti impuri. Come sia possibile che d’innanzi ad un bambino, una creatura innocente ed indifesa, all’uomo possa anche solamente sfiorare l’idea di fargli del male, come sia possibile che d’innanzi ad una persona con un particolare handicap, si riesca a provare una totale indifferenza o addirittura infliggergli altro male. E’ inammissibile accettare che non si riesca a provare amore d’innanzi a certe situazioni o a persone. Lo stesso pensiero si può attribuire per le persone omosessuali, ci sono persone che le schivano semplicemente perché provano emozioni verso persone dello stesso sesso o persone che addirittura ne sono disgustate. C’è chi definisce l’omosessualità una condizione psicologica particolare o che sia dovuta a delle situazioni vissute nell’evoluzione infantile. Potrebbero essere teorie veritiere, ma se l’uomo schifa tanto le persone che provano sentimenti verso individui dello stesso sesso, come può decidere di innamorarsene? Queste teorie possono cadere in un batter d’ali, basti pensare ai sentimenti, l’essere umano non può scegliere chi amare, succede e basta, come non si può scegliere di che sesso nascere, non è possibile scegliere di chi innamorarsi, sono sentimenti che nascono, che possono essere placati, repressi, ma che comunque sia esistono. Un’altra teoria altrettanto veritiera potrebbe essere che l’uomo omosessuale nasca così, generalmente alcuni individui omosessuali si identificano già dalla fase infantile, in cui mostrano atteggiamenti del tutto estranei dal proprio sesso. Con la crescita e quindi iniziando ad assumere consapevolezza, l’individuo si rende conto di provare un sentimento verso una persona del genere stesso. Tuttavia che si provino sentimenti verso persone dello stesso sesso o verso persone del sesso opposto, non bisogna classificare gli individui, le persone sono tutte uguali, colore, religione, orientamenti sessuali, infermità fisiche o mentali, tutti sono uomini. Chi estranea dalla società persone con fisicità o stati mentali elencati in precedenza, lo fa non per il proprio pensiero, ma semplicemente per il prototipo nato ed espansosi tra gli individui, prototipi che non vengono abbattuti. Chi considera gli omosessuali o persone affette da handicap creazioni del male, esseri che non meritano di vivere e che non avrebbero dovuto nascere, non può realmente pensare ciò, perché finirebbe col perdere una parte della propria umanità, perderebbe ciò che è la pietà, la compassione, quei sentimenti collegati alla bontà umana. Sentimenti che portano a riflettere nel momento in cui si compiono gesta non consuete del proprio essere. Inoltre, se individui con determinate caratteristiche non avrebbero dovuto esserci, non sarebbero stati creati, la vita non è opera del male, la vita proviene ed è sempre opera del bene. Se questi esseri sono stati creati un motivo vi è. L’uomo pensa maggiormente ad apparire e non ad essere. Essere se stessi, individui con i propri pensieri, le proprie idee, le proprie ragioni, semplicemente essere. Ha dalla sua parte tutte le armi vincenti, ma al posto di sfruttarle al meglio, le lascia marcire, preferendo al loro posto inutili e finti giocattolini. Gli individui dovrebbero imparare a mettersi a nudo e a lasciarsi guidare da ciò che sono, senza nascondersi dietro a delle maschere, che a volte sono utili, per evitare di essere travolti dalle persone e dalla realtà, perché non si riesce ad affrontare ciò che si ha d’innanzi o semplicemente perché si sente il bisogno di avere qualcuno che arriva lì di punto in bianco e decida di leggere, di cercare di capire e che capisca la maschera che si indossa, riuscendo così a scavare in fondo sino a scoprire ciò che realmente si è. L’essere umano è un individuo interessante da scoprire e da capire. Vi sono comportamenti completamente diversi tra loro. L’anima è il dono più grande. Non si ha bisogno del corpo per essere ciò che si è, esso è solamente la concretizzazione della nostra essenza, esso classifica gli individui, se non ci fosse, probabilmente non esisterebbero fenomeni come il razzismo e il bullismo. Su quali basi si fonderebbero? Quando non vi è un corpo diverso per colore, fisionomia, altezza, non si ha nulla da classificare, se vi fosse solamente la parte astratta, allora si che le persone realmente si affezionerebbero per il carattere, per ciò che si è. Tuttavia senza corpo non potremmo trasmettere le nostre emozioni in modo concreto, farle provare agli altri individui. Per questo vi sono le parole, quest’ultime sono perfettamente in grado di sostituire il corpo, lasciando tuttavia l’interpretazione all’altro individuo. Attraverso esse, l’individuo può mentire, ingannando l’altra persona senza essere scoperto, mentre con gli abbracci o il sfiorarsi tangibile, si percepisce e si sente esattamente ciò che viene trasmesso. Cala ogni barriera e tutto deriva dalle sensazioni che si avvertono inevitabilmente, tutto si ricollega all’anima, ciò che si è astrattamente. L’uomo non può fare affidamento al corpo, prima o poi esso lo tradirà, lo abbandonerà, si rifiuterà di obbedirgli e allora cosa gli resterà? Niente, solamente pensieri e sensazioni, che vagano nella sua mente, sperdute. E se non gli rimanesse nemmeno un’anima, se spegnesse tutto ciò che esso è umanamente, sarebbe solamente un intruso senza meta, senza un obiettivo. Sarebbe un robot che segue la società, la massa, senza sapere il perché e senza porsi domande, un essere manipolato da altri e sarebbe ciò che vogliono che esso sia. “Essere o non essere, questo è il problema” scrive William Shakespeare. Una frase che racchiude la pura essenza umana. Noi siamo ciò che vogliamo essere, dobbiamo essere ciò che siamo. Vi sono persone che non sono se stessi per la paura di non essere accettati, di essere scartati, estraniati, evitati dalla società. Al contempo vi sono persone che non possono essere se stesse per cause di forza maggiore, come coloro affetti da handicap mentali. Ecco, queste persone, possono essere ciò che sono internamente, ma nessuno saprà mai come esse siano realmente, nessuno scoprirà la loro essenza. E’ per questo che bisogna essere più forti, bisogna lottare per accettare se stessi e per non lasciarsi travolgere dalla società, dal volere solamente apparire e comporre così tutti manichini uguali tra loro. E’ per quelle persone che bisogna lottare, per coloro che vorrebbero essere ma non possono. Per essere se stessi ed essere accettati per ciò che si è. Per donare ogni sensazione o sentimento all’altro essere. Si è spesso in bilico. Essere se stessi o essere ciò che gli altri vogliono? Le persone sono divise a metà in questa scelta. Altre indossano una maschera, per preservare ciò che sono, in modo tale che nessuno le possa scalfire. L’individuo appare per come vuole apparire, gli altri vedono ciò che esso decide di mostrare, niente di più e niente di meno. Tuttavia se si vuole lasciare un segno, bisogna solamente essere se stessi, mettendosi a nudo il più possibile. Bisogna lasciare spazio alla propria anima di uscire e lasciare in disparte il proprio corpo, che è solamente un mezzo usato per apparire ciò che non siamo.

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Principessa70 ha detto:

    Molto bello e interessante. Questi i punti che ho trovato degni di nota e che mi stanno facendo riflettere. Brava.
    “L’amore si cela dietro ogni singolo gesto benevole che l’essere umano esercita, quando ci si sceglie un amico, per esempio, il bene tra i due individui è definito amicizia, ma dietro l’amicizia vi è l’amore.”
    “Tuttavia l’uomo non segue sempre il proprio istinto, anzi, prevale la ragione, che impedisce di fare realmente ciò che un individuo vorrebbe dire o fare reprimendo quindi l’istinto. “
    “Tuttavia se si vuole lasciare un segno, bisogna solamente essere se stessi, mettendosi a nudo il più possibile. “

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  2. Principessa70 ha detto:

    Avevo già commentato, ma è scomparso…
    Lo rimetto. Ho trovato tutto interessante, ma i punti degni di nota e che mi fanno riflettere sono:
    “L’amore si cela dietro ogni singolo gesto benevole che l’essere umano esercita, quando ci si sceglie un amico, per esempio, il bene tra i due individui è definito amicizia, ma dietro l’amicizia vi è l’amore.”
    “Tuttavia l’uomo non segue sempre il proprio istinto, anzi, prevale la ragione, che impedisce di fare realmente ciò che un individuo vorrebbe dire o fare reprimendo quindi l’istinto. “
    “Tuttavia se si vuole lasciare un segno, bisogna solamente essere se stessi, mettendosi a nudo il più possibile. “

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    1. CaosLiberty ha detto:

      Mi spiace per il disguido… Ho avuto dei problemi di connessione, pensa che mi è arrivata la notifica del tuo commento e quando l’ho aperto non me lo dava… Hai fatto benissimo a riscriverlo! Grazie e sono felice che le mie parole ti abbiano fatta riflettere su alcune cose, ovviamente correlate a te…

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  3. Giusy Lorenzini ha detto:

    Bravissima, un’analisi completa e dettagliata del nostro essere. Mi è piaciuta molto la parte sull’amicizia, ma poi tutto, tutto molto bello. Grazie di averlo scritto, io già ho capito a quale categoria appartengo: a quelli che per tirare avanti indossano una maschera e vogliono apparire diversi di come sono realmente; è la mia autodifesa, nei miei articoli invece, esprimo meglio me stessa e mi sento libera. Ciao, Giusy

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    1. CaosLiberty ha detto:

      Grazie a te per aver commentato Giusy. Queste maschere, a volte le amo, a volte le detesto… Credo tuttavia che siano altalenanti, con alcuni le indossiamo, con altri no. Mi sento più libero anche io nello scrivere, del resto è una forma che non ha espressioni facciali… è la nostra parte interna.

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      1. Giusy Lorenzini ha detto:

        Già, almeno qua esprimiamo le nostre gioie, ma anche i nostri dolori. Questa non è più una società che ha voglia di ascoltare i malesseri che a volte ci distruggono dentro e allora mettiamo la maschera. Dietro uno schermo che altro non è che un’altra maschera, siamo noi stessi, ma non sappiamo se c’è qualcuno che ti ascolta con sincerità oppure, una velata ipocrisia albeggia anche qua….bisogna comunque stare molto attenti…sempre allegri bisogna stare…recitava così una vecchia filastrocca. Ciao Giusy

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      2. CaosLiberty ha detto:

        Hai pienamente ragione Giusy. A presto, spero!

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      3. Giusy Lorenzini ha detto:

        Quando vuoi e vieni a trovarmi anche tu, un bacio Giusy

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  4. Giusy Lorenzini ha detto:

    A presto, ma vieni a trovarmi anche tu, ssarai la benvenuta

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    1. CaosLiberty ha detto:

      Certo, con piacere!

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