hai programmi? #disattese

“Prendi qualcosa con me?” lei, non ha mai fatto proposte “perchè no” chissà che non sappia che in vero non aspetto altro. “Sembra la serata giusta dei falsi programmi” ecco che ritorna la sua vena sarcastica. “Suvvia, allora, caffè? Apertivo? Analcolico alla frutta (…)” non mi ascolta, ferma il mio discorso “caffè corretto” dove sta guardando, oltre la vetrata? Lei mi piace, ma a cosa pensa, quando sono qui. Non riesco a perdonarmi di aver giocato male le mie carte. Sai? Per le frasi dette, i sottintesi, l’atteggiamento in generale. Ora che mi sento diverso, guardando ciò che è stato, ripenso ai mille modi con cui avrei voluto renderti felice. Detto sul serio. Passare del tempo insieme, cinema, bowling, sul tuo divano… tv? Ma quale, ore ad ascoltarti. Non ci credi? Eh, no. Come potresti. Ti potrei comprendere. Cosa volevi di più dalla vita, non è il sogno di chiunque, trovare La Persona? La definiscono “quella giusta”, ma non ho mai creduto ai giusti. La giustizia adesso mi da la nausea. E’ giusto che lasci perdere, è giusto che tu abbia preso la tua scelta. Sì, così giusto. In me non c’è giustizia, son forse  me stesso la causa del tormento. Sento il bruciore dopo la scottatura, che volevi di più dalla vita? Ho sbagliato epoca. Volevi l’ultimo I-phone? La macchina nuova, la libertà di poter fare e disfare a tuo piacimento. T’avrei dato molto più di quello che dichiaravo, ma forse tu hai visto più avanti di me. “Ecco il tuo caffè” gli porgo la tazzina, gli sorrido e faccio per andarmene “scusa, mi hanno chiamato sul lavoro” mi guarda incredula, quasi seccata “alla prossima” e ci salutiamo. Parto in prima e scalo velocemente fino alla quinta, svolto il primo angolo, mi fermo, pianto la macchina che impreca per la brusca manovra. Tiro fuori il pacchetto di Malboro, una dopo l’altra, fino a finirle. “Cosa volevi di più dalla vita?” metto su del metal, le casse iniziano a sfogarsi “cosa desideravi per essere felice?”. Sento l’odore di fumo impregnarmi i vestiti e i sedili, stavolta son ben lontano dall’essere me stesso. Mentalmente ripercorro i lineamenti del suo viso, sollevato che non sappia nulla di tutto ciò.

 

 

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17 thoughts on “hai programmi? #disattese

  1. Ciaooo
    Domanda: l’hai scritto tu? E’ scritto quasi tutto al maschile ed in una parte al femminile! Sono confuso, il testo è un punto di vista maschile mi par di capire, ma è intrinseco della delicatezza di una donna! Sono confuso!
    Comunque è un bel testo 🙂
    Buona domenicaaa

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