uno, nessuno, centomila

E’ stanco, parecchio stanco. Non ha le energie mentali che sentiva di avere, gli amici, i colleghi, ne hanno già i presagi “ma va tutto bene?” certo che si, va bene. Un po’ perso, è questa la scusa, anche quando non ha visto lo “stop” anche quando ha iniziato a dimenticare appuntamenti, numeri, scadenze. Sfoglia le giornate come una rivista, ricorda le parole che gli ripetono nelle orecchie “va a letto quando sei stanco, riposati” sorride ironico senza trovare una risposta coerente. Inciampa in qualche gradino “va tutto bene?” certo, è il ghiaccio che fa scivolare, isterismi “ma c’è il sole!”. Cambia il tempo, cambiano i giorni, ma non la sua vita. Potrebbe trovarlo curioso? Come tutto si stia evolvendo, ma dentro sia rimasto immutato. Il tempo, il tempo avrebbe pur dovuto fare qualcosa, invece somiglia ai timer delle torte, dice soltanto quando finisce la cottura ed è pronto il dolce. Pensa a se stesso come una brava persona, nel periodo sbagliato. Un compromesso ragionevole se dovesse riflettere sulle piaghe di questa parte di mondo. Le corse al mattino, i rinvii nel pomeriggio, convegni, riunioni, aggiornamenti. A volte si chiede come sarebbe, quel famoso e sulla bocca di tutti “mollo e vado via”. Cosa si lascerebbe alle spalle, veramente? Un posto da chiamare Casa, affetti, amici e colleghi. Un corso di studi per crescere ed un lavoro per mettere da parte qualcosa. Potrebbe chiedere di più? Una scia di orme già battute, un percorso. Circondato da aspettative che sentiva non appartenergli, un percorso guidato da stringerlo dentro una gabbia di pensieri. E’ quando s’accorgevano della discrepanza rispondevano all’offesa “sei giovane, aspetta a capire”. Capire, capire che cosa. In ogni caso perfino ciò che avrebbe avuto senso fino ad un attimo prima, avrebbe trovato una conclusione. Si sentiva nessuno per se stesso, neutro spettatore di un film già visto. Notevole? Potrebbe. Raggiungeva traguardi per qualcuno che gli somigliava tanto. Tutt’altra cosa la sua lei. Lei era di un’altra pasta. Aveva trovato tra i diversi volti dove nascondeva il suo. Lo aveva trovato e cercò di rimetterlo sulla buona strada, a suo dire. Non abbastanza, fino alla rottura, non seppe cambiare. Un periodo di solitudine, di nuove tappe, progetti. Posti da visitare, parti da recitare, scene da reinventare. Un’altra giovane donna gli si parò davanti come uno slogan pubblicitario, pessimo momento. Soppesò un pensiero sconcio da dedicargli. Ha qualcosa per lui, che fosse musica, che fossero film, anche solo che fosse stare in compagnia, fargli dimenticare chi doveva essere e perchè. Eppure non va,  gli ricorda ciò che manca, risponde alle mancanze e le appesantisce. Amplifica le insicurezze, mentre ha ancora diversi volti da indossare.  Continua così, sfogliando i giorni come una rivista, provando a lasciarsi stupire ogni tanto, sarebbe dovuto arrivare il momento in cui, oltre che essere circondato da aspettative non sue, avrebbe ritrovato lei, la vita, il suo volto. Avrebbe toccato con mano che il doppio gioco inventato era una scappatoia, una scusa di basso livello. Per rinviare l’appuntamento con la sua Vita.

 

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25 commenti Aggiungi il tuo

    1. Musa ha detto:

      Cosa cara? 🙂

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      1. vincenza63 ha detto:

        cosa ci aspetta nel seguito 🙂

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      2. Musa ha detto:

        l’articolo è tutto vostro, completo e rivisito, spero di non aver tralasciato passaggi. Nel frattempo aspetto confronti anche sul tema delle scelte 🙂

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      3. vincenza63 ha detto:

        dammi un po’ di tempo e arrivo… 🙂

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      4. Musa ha detto:

        aspetto aspetto ..ahah

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  1. Monica Acito ha detto:

    Mi piace molto come scrivi!

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    1. Musa ha detto:

      Grazie cara..dovrei finire l’articolo, portate pazienza 🙂

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    2. Musa ha detto:

      aspetto nuovi riscontri da voi 😛

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  2. newwhitebear ha detto:

    Vediamo come va a finire. Uno così che perde colpi non va lontano.

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    1. Musa ha detto:

      oltre che perdere colpi resta un po’ su agire / non agire. Ha diversi motivi per continuare su quella strada e anche se non lo descrivo, ho cercato di lasciar trasparire che è la sua visione della vita a limitarlo. L’articolo rende l’idea che ho avuto? Mi affido al tuo giudizio orsobianco 😀 😀

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      1. newwhitebear ha detto:

        Oddio, più che indeciso, direi confuso. Se avesse qualche anno in più parlerei di Alhzeimer.
        Non esattamente questo ho intuito. E’ qualcuno che confusamente mescola realtà e finzione, finendone prigioniero.

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      2. Musa ha detto:

        Alhzeimer 😂😂😂 poveretto..dove lo miglioro? È un giovane e superficiale ragazzo

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      3. newwhitebear ha detto:

        Devi renderlo indifferente al mondo che lo circonda. Un po’ menefregista, un po’ furbacchione.

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      4. Musa ha detto:

        Acci..definire una ragazza che si fa avanti uno “slogan pubblicitario” non faceva abbastanza cattivone😅😅 ?

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      5. newwhitebear ha detto:

        No. Solo ironia 😀

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      6. Musa ha detto:

        Non trovo ispirazione per i cattivi di turno 😅😅 vada per l’ironia 😀

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      7. newwhitebear ha detto:

        E vada per l’ironia

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    2. Musa ha detto:

      ha preso un’altra strada questo giovanotto, una piccola lucidata

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  3. E R. ha detto:

    La citazione pirandelliana è fuori luogo: l’uomo del premio nobel vive mille facce cosciente di non adeguarsi all’unica, segreta, che egli ben conosce. L’uomo di questo racconto non sa quasi nulla di sè, o meglio si conosce a sprazzi, segue l’onda del momento, fa finta di credere perchè in vrità non creduto mai e ha sempre tradito se stesso. Immagino che lo farà fino all’ultimo.
    Scrivi bene, molto bene ( Mi conosci? La prima parte sembra cucita su di me.) poi ti perdi…da metà in poi ti perdi. la sintassi è irregolare, la consecutio temporum pure
    “. Circondato da aspettative che sentiva ( perchè l’imperfetto?)
    ” ma non era la mia Lei etc etc
    Tutta la seconda parte è un parlare a se stesso dell’uomo ( uomo o ragazzo?) L’atteggiamento è da uomo le frasi da ragazzino con gli ormoni in crescita. Il tizio che riflette sulla sua vita passata non è altri che uno, i centomila io non riesco a vederli. Credo che tu sulla seconda parte debba lavorarci molto sia per la sinatssi sia per le dinamiche esistenziali. Il tessuto è più che buono, certi momenti originali( la ragazza slogan è notevole): permettimi di consigliarti più calma e attenzione, Non odiarmi per questo commento ti prego, se scrivi sul web come sul cartaceo devi crederci fino in fondo e scrivere come una vera scrittrice che vuole lasciare una traccia perfetta e non confusa.
    Ho scritto qualcosa che riguardava in metafora me stesso, ha delle note simili. Prima o poi lo pubblicherò. Buona serata.

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    1. Musa ha detto:

      No, va benissimo..e solo che mi prendi contro mano

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    2. Musa ha detto:

      Non mi ricordo di aver letto o commentato qualcosa di tuo..

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    3. Musa ha detto:

      leggerò cosa andrai a pubblicare, per il titolo. Non penso sia fuori luogo, non volevo a tutti i costi ricordare Pirandello, ma il personaggio in questione è uno, si rende conto di essere nessuno, ed indossa diversi volti prima di trovare il suo.. Hai fatto delle affermazioni costruttive, le ho prese in considerazione nel rivalutare ciò che avevo fatto. Aspetto un riscontro

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      1. E R. ha detto:

        Devo ringraziarti per la civiltà della risposta perchè non è un fatto comune in rete, soprattutto quando il commento esula dai tormentoni che comunemente tutti usiamo.
        E’ vero il personaggio è un perfetto signor nessuno ma il titolo del post richiamava l’universo pirandelliamo in modo evidente me lo concederai.
        Grazie per l’attenzione, non penso tu abbia letto testi miei anche se sono in rete da molti anni ma la discontinuità e un certo malessere cronico nel relazionarmi mi hanno danneggiato. Comunque non è una gran perdita.
        Non scrivo più ex novo da circa cinque mesi, l’unica cosa che son riuscito a fare è ristemare una buona parte della mia produzione su alcuni blog. In certi casi si tratta di post completi in altri di frammenti estrapolati da essi e usati come post brevissimi in una specie di gioco del domino con le parole usate a mò di tessere. Mentre ti rispondo sono assalito da una sorta di nausea… mi sembra di ripetere stancamente sempre le solite cose: gioco, fine della scrittura, molti blog, difficoltà relazionali etc etc. La verità è che sono stanco di me stesso.
        Il brano cui alludevo si chiama “mezzora prima” e sarà il prossimo da pubblicare qui. Ciao Alessandra e grazie ancora dell’interesse.

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      2. Musa ha detto:

        Dato che il commento non si presenta banale dovevo pur rispondere in modo altrettanto chiaro. “Scrivi molto bene” cosa dovrebbe ricordami questo? Il blog che hai è protetto ho notato. Per ritornare all’articolo mi rifaccio solo ai termini uno, nessuno, centomila. Se avessi dovuto riprendere tra le dita anche i fili delle tematiche esistenziali proposte da Pirandello, avrei scritto qualcosa di diverso, non mi sono cimentata a dirla tutta. Incuriosita di leggere, mezz’ora prima.

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