Ho incontrato questa signora molto bella..

Ho incontrato questa signora molto bella. Mi guarda con gli occhi un poco persi, forse è quel chiaro azzurro delle sue pupille ad affascinarmi, ho un debole per gli occhi chiari. Mentre parla mi perdo un poco a mia volta, ha i capelli di un biondo chiarissimo, fragili, tenuti insieme da una forcina nera decorata a piccole gemme, forse diamanti. Sulle labbra screpolate un rossetto color pesca, doveva essere molto bella alla mia giovane età. Mi sfiora l’avambraccio, mi parla di vecchie storie andate, mentre guarda dietro di me, come se al posto delle sedie e dei tavoli ci fosse una cinepresa che riprendesse la scena o forse immagina con gli occhi azzurri che ha, ciò che racconta. Sta parlando di quando ha incontrato suo marito, in parte, poi ritorna al suo bambino con la pertosse, che portava al mar Ionico affinché guarisse. Vorrei chiederle il nome del bambino, ma il discorso ha preso un’altra piega. Racconta allo spazio dietro di me di quell’uomo che la voleva come amante, mentre lei si sentiva a suo agio nel ruolo di madre e sposa. Dice che non le è mai mancato nulla, che ha amato la Calabria, più di Milano, confessa. E’ Milanese, la città dove ritorna dopo le vacanze estive. Sospira “Milano..Milano..” la guardo con sincero interesse, ha delle rughe profonde che si possono contare, ma l’attenzione l’ho per i suoi occhi. Attorno qualcuno ci guarda incuriosito, altri fanno un cenno e anche se visibilmente curiosi, passano vicino e poi s’allontanano. Sulle finestre batte un tempo di pioggia e vento forte, vuole entrare anche il maltempo al caldo. E’ un luogo che ispira calma. Vorrei concentrarmi sulle sue parole, ma scivolano fuori a fiotti ed alcune le perdo. Qualcuno ha provato a fermarsi per partecipare alla conversazione, ma rinuncia sulle prime, la signora dai capelli biondissimi sorride e continua la sua storia. Non posso fare a meno di pensare che abbia solo bisogno di aprire la sacca dei ricordi, la lascio fare senza interrompere. Passa più di un minuto e sposto il peso del corpo da un piede all’altro. La signora che ho davanti fa lo stesso, mi sembra di avere un riflesso. “Conosco i posti di cui mi parla, ci sono cresciuto” riesco a dire, non so se mi ha ascoltato. Mi ripete i nomi dei luoghi come a volerli rivedere davanti a se, mentre lo fa altri aneddoti tessono le fila della storia. Cirò Marina, Crotone, Melissa, il mare e le passeggiate. Il lavoro a Milano, la vita della città, la casa nuova in centro e l’hotel dove alloggiava a Roma. Ha avuto solo un figlio, problemi con le gravidanze. Qualcuno spunta dalle mie spalle e l’abbraccia, pone fine alla conversazione, le sorrido e saluto, avviandomi all’uscita. Non le ho chiesto il nome lei nemmeno il mio, forse non ci interessava, metto via le sue parole nel cassetto delle esperienze che s’intrecciano alle mie. Fuori mi reclama la pioggia ed il freddo che sentivo dall’interno, alla conclusione finisco in compagnia di me stesso e del mio silenzio.

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    Il blog è diventato privato ma mi hai accolto ancora.
    Questo racconto si snoda leggero e lento come è giusto che sia nel rievocare una storia passata. Una storia che potrebbe avere un seguito. Direi che è ben scritta e si legge con piacere.

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    1. Musa ha detto:

      Grazie caro orso, come potevo non lasciarti passare ancora da queste parti 🙂 un seguito? Mmh..ci faccio un pensiero

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  2. Andrea ha detto:

    Molto bel scritto, fluente, ricco di immagini e sensazioni. Chi sarà la misteriosa signora biondissima dagli occhi magnetici? Per un istante avevo pensato alla coscienza del protagonista, visto che si muoveva come lui

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    1. Musa ha detto:

      Grazie, mi fa piacere che sia piaciuto tanto quanto a me nel scriverlo. Per la signora magnetica, ha un certo fascino nel parlare e nel metterti in sintonia con chi parla, per questo ho lasciato descritto dei movimenti in sintonia. Non avevo pensato alla coscienza della voce narrante, ma non si sa mai 😄😛

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