Il sesso dei colori, I parte

Sto osservando un suo ritratto. Mai mi sembrò più bella. E’ un ritratto moderno visto il soggetto e l’abbigliamento che indossa, ma immagino su ispirazione di qualche pittore impressionista, per la forte carica di colore utilizzato, si notano i passaggi del pennello, mercati e decisi, in netto rilievo. Uno sfondo scuro dove al centro spicca il suo profilo, l’unica luce è data da un raggio sfuggevole. Capelli nero corvino, occhi scuri, labbra scarlatte, sebbene di persona differisca per qualcosa, chi l’ha dipinto ha saputo cogliere l’essenziale della sua personalità. Intensità. Mi osserva impassibile, colgo una smorfia di disappunto che tanto la distingue quando la incontro nella vita quotidiana. Passo le dita con la sveltezza e la delicatezza di un ladro sopra quelle labbra increspate. Labbra tirate in un sorriso che sembra trattenuto. Un fuoco interiore trattenuto, mascherato da un’espressione di disappunto. Una voce femminile mi coglie di sorpresa alle spalle, seguita da un ticchettio sul pavimento di marmo, risuona per tutto il corridoio. E’ tardi, siamo solo noi. “Ancora guardi quel quadro? L’ora di chiusura è passata da un pezzo” socchiudo gli occhi. Che farà stavolta? La sottigliezza di una comunicazione non detta, intenzionato a provocare una reazione solo presentandomi nel luogo a cui sembra più legata. Da diversi mesi aspettavo questo momento. Un momento che ha tutta l’idea della goccia che fa traboccare il vaso. In questi casi m’accorgo che le parole sono inutili allo scopo prefissato. Voglio averla nel mio letto per una notte.  La galleria è chiusa da un pezzo, le luci sono spente, se non per quelle che sorvegliano simili gioie per gli occhi. Sono nella sua galleria d’arte, Annie è la proprietaria. “Stavolta credo che dovrà denunciarmi, signorina Annie” resto nella mia posizione, evito di voltarmi verso la sua direzione sulle prime. Incerto se dichiararmi o recitare una parte che non m’appartiene. Potrei fingermi uno smemorato artista che ama quel dipinto al punto da essere affetto dalla  sindrome di Stendhal. Prende lei la parola. Lei che trapela nervosismo nello sforzo di scandire lentamente “come mai non lo compri, il prezzo è sempre lo stesso, da diversi mesi, Gabriel”. E’ davvero convinta che sia interessato al quadro? L’atmosfera si tende come una corda di violino. Dopo eterni istanti mi volto per guardarla, affondo gli occhi nei suoi  “invece del suo quadro, per stanotte, posso avere lei?” la risposta non tardò ad arrivare, uno schiaffo di cui sento lo schiocco sul viso. Un calore mi si diffuse per tutto il corpo, vergogna? No, di certo. “Tornerò domani alla stessa ora, la prego, rifletta sulla mia proposta, ma so già che lo farà” mi guarda in modo, oserei, bestiale “preparati un buon avvocato, seriamente, non tornare nella mia galleria” lasciai la mia posizione, il ritratto, Annie nervosa come poche volte, la galleria d’arte e i suoi corridoi di marmo. La guancia pulsava dolorosamente, pulsava come il resto del corpo. Un prezzo onesto, pensai a quelle labbra, le avevo studiate nel dettaglio. Non potevano avermi mentito. 

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35 thoughts on “Il sesso dei colori, I parte

  1. Ci sono alcuni passaggi che non ho compreso o meglio non ho capito chi stia parlando.
    ‘“Ancora guardi quel quadro?” socchiudo gli occhi, la mia Lei del dipinto dietro di me. Che farà stavolta? La galleria è chiusa da un pezzo, le luci sono quasi del tutto spente, se non per quelle fisse, luci che sorvegliano simili gioie per gli occhi. Sono nella sua galleria d’arte, è la proprietaria. “Stavolta credo che dovrà denunciarmi, signorina Annie” resto ancora nella mia posizione, immobile’ Mi sembra di capire che sia un uomo a parlare ma quel signorina Annie mi destabilizza.
    Poi ‘ Incerto se affrontarla o recitare una parte che non mi appartiene “come mai non lo compri, il prezzo è sempre lo stesso da diversi mesi, Gabriel”’ qui pare chiaro che il colloquio ha due personaggi Gabriel e la proprietaria. Ma è così oppure ho preso un abbaglio. Di sicuro punteggiatura e maiuscole e minuscole non aiutano.
    Un frammento che necessita di una revisione sia nella punteggiatura sia nel senso.

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