Il sesso dei colori, IV parte

Siamo un po’ avanti con gli eventi, per chi volesse recuperare ho lasciato dei segnalibri…
Buona Lettura (…)

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Vedo che s’alza per venirmi incontro, mi abbandono al suo abbraccio che pare durare un’eternità, non sentivo il bisogno di conoscere ogni cosa, bastava che avesse voglia di esserci, nonostante quel pozzo senza fondo che ognuno di noi è. Il basso borbottio della moka spara macchie di caffè sul piano cottura, spengo la piastra con la mano libera e mi scosto un poco “grazie Annie, ma non devi sentirti in pena per me, hai questioni più importanti a cui pensare” sorride ironica “oh, la mia malattia” prende una tazzina e si versa del caffè “mio marito non fa che ricordarmelo, attenta che stai cambiando, riguardati, hai preso le medicine. Vorrei svegliarmi un mattino e realizzare che è solo un incubo, solo uno stramaledetto incubo, ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi ricorda chi sono e cosa sto passando e tutto riparte come un treno impazzito”. Le stampo un bacio sulla fronte prima di prendere posto “capisco cosa intendi, ma è chiaro che si comporta così per delle ragioni ovvie”. Annie si risiede dov’era “si, ragioni che mi fanno sentire soffocata, voleva perfino che chiudessi la galleria per non affaticarmi” calca le tue parole con enfasi, allargando le braccia in segno di resa. Sospiro “ha ragione, però approvo che vuoi tenere il tuo stile di vita, cambiare ogni cosa in relazione alla malattia ti farebbe sentire più inutile per te stessa” socchiude la labbra “vorrei sapere come fai” la sguardo stranito “a fare cosa?” sorride abbassando lo sguardo  “a dire ciò che non riesco ad ammettere con me stessa” restiamo a studiarci “a dirla tutta è da quando mi sono imbattuto in quel tuo ritratto che non faccio altro che immaginarti, alcune cose le ho capite osservandoti” prendo un’altra tazza di caffè, mai avrei pensato di raccontarle tutto “da quando ho visto quel quadro, i colori che ti rappresentavano, ogni cosa che facevi prese prospettiva, ti ho osservato per mesi aprire e chiudere la galleria. Facevo i salti mortali solo per vedere il momento in cui infilavi le chiavi nella toppa per aprire”. Potevamo essere una fotografia, uno sguardo smarrito ed uno perso che s’incontrano a metà. Raccolgo entrambe le tazze del caffè “lui sa che sei qui?” Annie fa un’alzata di spalle “sì”, “questa è bella, cosa gli hai raccontato?”, “che avevo un fatto in sospeso, che prima prima di morire volevo risolvere una questione delicata con una persona che conoscevo da tempo”, “questo è davvero un colpo basso, perfino per te” sorride lasciva “niente affatto, dovevo forse perdermi cos’era fare l’amore con un uomo che ti desidera?” le sue parole spiazzano, avevo intuito tante cose fra quei colori, tante storie tra le pieghe, tra quelle passate di colore, non così tante. Aggiungo guardando fuori dalla finestra “ho cercato molti significati in quel quadro, avevi un’espressione così grave, così profonda, così persa”, “cos’ha quel quadro di così importante? Credo tu sia l’unico ad averlo notato, oltre tutto non è nemmeno in una posizione privilegiata come si potrebbe pensare, è nascosto fra quadri di bassa qualità”, “è questo il tuo forte, tu sei il genere di persona che non attirerebbe l’attenzione a sè, se non per uno scopo, non sembri il tipo, stai sulle tue, eppure hai aspetti del tuo modo di essere che cercavo da tempo. Come altri, non trovi?”, “no, non trovo, ma va bene così, devo andare credo…”, “credo o vuoi?”, “non ha importanza, ho una vita malconcia che mi aspetta, quel che ancora si può chiamare vita tra un ciclo di chemio e l’altro”.

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28 thoughts on “Il sesso dei colori, IV parte

  1. Un’ottima conclusione. La reciproca scoperata prosegue… dopo che lei si è messa (letteralmente) nei panni di Giorgia, la ex moglie di Gabriel, ora lo paragona a suo marito. Secondo me sono fatti l’uno per l’altra.

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  2. Dunque Annie cerca uno sbocco al suo malessere, rappresentato dalla malattia. Vorrebbe viverla come se non ci fosse ma gli altri gliela ricordano. Una filosofia di vitaè quella di pensare positivo e Annie cerca di imporselo.
    Però la V parte ci sta tutta.

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