Il sesso dei colori, IV parte

Siamo un po’ avanti con gli eventi, per chi volesse recuperare ho lasciato dei segnalibri…
Buona Lettura (…)

https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/03/31/il-sesso-dei-colori-i-parte/

https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/04/03/il-sesso-dei-colori-ii-parte/

https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/04/03/il-sesso-dei-colori-iii-parte/

Vedo che s’alza per venirmi incontro, mi abbandono al suo abbraccio che pare durare un’eternità, non sentivo il bisogno di conoscere ogni cosa, bastava che avesse voglia di esserci, nonostante quel pozzo senza fondo che ognuno di noi è. Il basso borbottio della moka spara macchie di caffè sul piano cottura, spengo la piastra con la mano libera e mi scosto un poco “grazie Annie, ma non devi sentirti in pena per me, hai questioni più importanti a cui pensare” sorride ironica “oh, la mia malattia” prende una tazzina e si versa del caffè “mio marito non fa che ricordarmelo, attenta che stai cambiando, riguardati, hai preso le medicine. Vorrei svegliarmi un mattino e realizzare che è solo un incubo, solo uno stramaledetto incubo, ma poi c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi ricorda chi sono e cosa sto passando e tutto riparte come un treno impazzito”. Le stampo un bacio sulla fronte prima di prendere posto “capisco cosa intendi, ma è chiaro che si comporta così per delle ragioni ovvie”. Annie si risiede dov’era “si, ragioni che mi fanno sentire soffocata, voleva perfino che chiudessi la galleria per non affaticarmi” calca le tue parole con enfasi, allargando le braccia in segno di resa. Sospiro “ha ragione, però approvo che vuoi tenere il tuo stile di vita, cambiare ogni cosa in relazione alla malattia ti farebbe sentire più inutile per te stessa” socchiude la labbra “vorrei sapere come fai” la sguardo stranito “a fare cosa?” sorride abbassando lo sguardo  “a dire ciò che non riesco ad ammettere con me stessa” restiamo a studiarci “a dirla tutta è da quando mi sono imbattuto in quel tuo ritratto che non faccio altro che immaginarti, alcune cose le ho capite osservandoti” prendo un’altra tazza di caffè, mai avrei pensato di raccontarle tutto “da quando ho visto quel quadro, i colori che ti rappresentavano, ogni cosa che facevi prese prospettiva, ti ho osservato per mesi aprire e chiudere la galleria. Facevo i salti mortali solo per vedere il momento in cui infilavi le chiavi nella toppa per aprire”. Potevamo essere una fotografia, uno sguardo smarrito ed uno perso che s’incontrano a metà. Raccolgo entrambe le tazze del caffè “lui sa che sei qui?” Annie fa un’alzata di spalle “sì”, “questa è bella, cosa gli hai raccontato?”, “che avevo un fatto in sospeso, che prima prima di morire volevo risolvere una questione delicata con una persona che conoscevo da tempo”, “questo è davvero un colpo basso, perfino per te” sorride lasciva “niente affatto, dovevo forse perdermi cos’era fare l’amore con un uomo che ti desidera?” le sue parole spiazzano, avevo intuito tante cose fra quei colori, tante storie tra le pieghe, tra quelle passate di colore, non così tante. Aggiungo guardando fuori dalla finestra “ho cercato molti significati in quel quadro, avevi un’espressione così grave, così profonda, così persa”, “cos’ha quel quadro di così importante? Credo tu sia l’unico ad averlo notato, oltre tutto non è nemmeno in una posizione privilegiata come si potrebbe pensare, è nascosto fra quadri di bassa qualità”, “è questo il tuo forte, tu sei il genere di persona che non attirerebbe l’attenzione a sè, se non per uno scopo, non sembri il tipo, stai sulle tue, eppure hai aspetti del tuo modo di essere che cercavo da tempo. Come altri, non trovi?”, “no, non trovo, ma va bene così, devo andare credo…”, “credo o vuoi?”, “non ha importanza, ho una vita malconcia che mi aspetta, quel che ancora si può chiamare vita tra un ciclo di chemio e l’altro”.

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28 commenti Aggiungi il tuo

  1. Andrea ha detto:

    Un’ottima conclusione. La reciproca scoperata prosegue… dopo che lei si è messa (letteralmente) nei panni di Giorgia, la ex moglie di Gabriel, ora lo paragona a suo marito. Secondo me sono fatti l’uno per l’altra.

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    1. Musa ha detto:

      L’obiettivo era crearne un incastro per complementarietà, forse non è una cosa da tutti i giorni, ma tutto sommato, è il bello di scrivere 😀

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  2. newwhitebear ha detto:

    Dunque Annie cerca uno sbocco al suo malessere, rappresentato dalla malattia. Vorrebbe viverla come se non ci fosse ma gli altri gliela ricordano. Una filosofia di vitaè quella di pensare positivo e Annie cerca di imporselo.
    Però la V parte ci sta tutta.

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    1. Musa ha detto:

      Chissà per la quinta parte, potrebbe essere, di fatto non si sa come evolverà la malattia di Annie e se è un mordi e fuggi, potrebbe evolvere fra i due…
      senza sfociare nel banale, penserò ad un seguito, ma non ne sono sicura

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      1. newwhitebear ha detto:

        Io la vedrei bene una quinta parte imperniata solo su Annie.

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      2. Musa ha detto:

        È dura sviluppare quel personaggio… non ha una personalità districabile

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      3. newwhitebear ha detto:

        Rinunci in partenza? Perché Gabriel è più lineare?

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      4. Musa ha detto:

        Nel modo più assoluto 😂 però i personaggi maschili li trovo quasi più congeniali da sviluppare… l’idea di sviluppare Annie è ottima, ma mi mancano degli spunti

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      5. newwhitebear ha detto:

        Cosa faresti tu al posto di Annie? Anch’io preferisco, come avrai notato, il personaggio femminile. Tuttavia per quelli maschili mi appoggio all’esperienza.

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      6. Musa ha detto:

        Non saprei mi sa.. si ho visto che dedichi più analisi alla parte femminile che maschile, con dei risvolti discutibili talvolta 😂

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      7. newwhitebear ha detto:

        Certo possono essere discutibili ma sono il frutto dell’osservazione. Parlando al maschile rischierei di produrre dei cliché poco attendibili, perché sono tarati sulla mia persona.

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      8. Musa ha detto:

        Sai che ho lo stesso pensiero..forse per quello mi butto di più sui personaggi maschili

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      9. newwhitebear ha detto:

        Ho maggiore confidenza con le persone di sesso femminili rispetto ai maschietti. Quindi i personaggi maschili mi assomigliano oppure rischio di cadere negli stereotipi, rendendoli poco credibili.

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      10. Musa ha detto:

        Comprensibile credo…

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      11. newwhitebear ha detto:

        penso di sì.

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    2. Musa ha detto:

      Non l’abbraccio, non la bacio, non voglio che sia un addio. So solo che l’indomani mattina avrò la sveglia al solito orario, immaginando dove saremo entrambi.

      questo è il finale, a sorpresa o il linea con le aspettative non so 😀

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      1. newwhitebear ha detto:

        Ci sto pensando. No, non mi pare, dopo averci pensato. primo perché hanno passato già una notte insieme, quella appena passata. Secondo Non mi pare che Annie se ne stia andando oppure ho letto male?
        ‘So solo che l’indomani mattina avrò la sveglia al solito orario, immaginando dove saremo entrambi.’ secondo me stona. Io la eliminerei del tutto perché toglie forza all’affermazione che sta prima.

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      2. Musa ha detto:

        Prova a pensarci.. Gabriel si reca ogni mattina per vederla aprile la galleria, è quasi un ritorno alla situazione iniziale

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      3. newwhitebear ha detto:

        E’ vero che Gabriel osserva Annie all’apertura della galleria ma l’indomani non avrebbe lo stesso significato dei giorni precedenti, dopo la notte e la doccia.
        Mentre prima era il desiderio a muoverlo, adesso cosa sarebbe? L’amore? La curiosità? Oppure niente?
        Se Gabriel vuole intrecciare una relazione con Annie adesso ha altri strumenti per provarci. Se io fossi al posto di Annie, mi darebbe fastidio la presenza di Gabriel, a meno che non voglia stare con lui. Ma questo non si percepisce dalla quarta parte.

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      4. Musa ha detto:

        Eh si..mi sa che non fa una piega.. togliendo la parte in più, mi rimane il dubbio su Annie

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      5. newwhitebear ha detto:

        Quella parte non aggiunge nulla a quello che si conosce già. Mentre la rinuncia all’addio, equivale a ‘ci provo’.
        Come? Sfrutta la creatività che sta in te.

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    1. Musa ha detto:

      grazie cara, come trovi la psicologia dei personaggi, ti ha coinvolto?

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      1. 65luna ha detto:

        Mi e’ piaciuto molto, scorrevole. Brava! 65Luna

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