Il sesso dei colori, V parte

Per chi volesse riprendere altri capitoli,

Buona Lettura!

(prima parte) https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/03/31/il-sesso-dei-colori-i-parte/ (seconda parte) https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/04/03/il-sesso-dei-colori-ii-parte/ (terza parte) https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/04/03/il-sesso-dei-colori-iii-parte/ (quarta parte) https://musacchioalessandra.wordpress.com/2016/04/04/il-sesso-dei-colori-iv-parte/)

Siamo alla solita ora del mattino, come accade con regolarità negli ultimi mesi, sto aspettando. Aspetto con l’adrenalina del felino che sa dove guardare e la fedeltà di un cane dietro la porta di casa. Dovrebbe arrivare a momenti per aprire la galleria, Annie. In una città di modeste dimensioni come questa è riuscita ad ottenere un discreto successo, dopo l’apertura ufficiale. Quadri su ispirazione di autori impressionisti. Aspiranti pittori e affermati, innamorati dello stile. Riprendono vita nomi entrati nella storia dell’impressionismo. Nomi come Cézanne, Pisarro, Picasso, Vincent Van Gogh, Monet. Dopo gli ultimi eventi nessuno dei due ha provato a contattare l’altro. L’unico legame degno di nota è stato il buon sesso della settimana passata. Una voce interiore suggerisce di mollare la presa. Un riverbero di coscienza versa una donna sposata e malata di cancro. Eccola. I capelli nero corvini scompigliati, sembra abbia dormito molto, si muove a scatti. Sbatte la portiera della macchina dopo essere scesa, sarà successo qualcosa con il marito? Povero cornuto. La osservo dall’altra parte della strada, la visuale interrotta dal passaggio di gente, macchine. Non la perdo di vista stando fermo sul marciapiedi. Qualcosa è caduto, forse le chiavi, sento la sua voce imprecare, non deve essere di buon umore. Vado da lei. Ha raggiunto la porta d’ingresso. Aumenta l’adrenalina. Toglie la catena che tiene chiuso. Arrivo alle strisce pedonali. Il rumore metallico risuona per la via, corro? Sono le sette del mattino. Apre l’ingresso e lo richiude alle spalle. Non ho avuto modo di raggiungerla, ho tentato, risalgo in macchina svogliatamente, cosa mi frena? Nemmeno una giornata in ufficio sembra una valida giustificazione. Guardo l’entrata della galleria, non saprei definire il mio umore, attesa, rassegnazione. Nel frattempo ho schiacciato la frizione e messo la prima, avvio la macchina.

-“Gabriel, sembri nervoso”-.

Sono al bar accanto l’editoria Racconti Azzurri, il nome che abbiamo scelto, quando è stata fondata e tirata su. Nei primi tempi affianco alla mia ex moglie Giorgia, ma dopo il divorzio ha voluto mantenere una carica di segretaria, sebbene il suo nome e cognome compaiano in più documenti di proprietà, non ne ha voluto sapere, lasciando la direzione completa al sottoscritto, non aspettavo altro.

-“Non penso che la questione ti riguardi, hai spostato gli appuntamenti del pomeriggio”-.

Tira fuori dalla borsa  l’agenda in pelle che apre sulle mani, se ne sta in piedi osservandomi con sguardo torvo. Pensare che tempo indietro trovavo assolutamente sensuali le pieghe interrogative sul suo viso “che impegni hai preso? Le riunioni non si possono rimandare a capriccio”.

“Ho lasciato correre le pratiche del divorzio, non pressarmi su altre vicende, perfino al lavoro”

Mi guarda sbalordita, alcuni clienti sono passati facendo dei risolini, altri fingono di nascondersi dietro una tazzina di caffè. Qualsiasi cosa aumenta il senso di tensione sulle spalle e dietro il collo, non ci siamo stamattina.  Sono quasi le otto, si prospetta una lunga giornata.

“In ogni caso, ho passato la notte con un’altra donna. In ogni caso voglio rivederla nel pomeriggio” sbatte l’agenda nella borsa “non hai dimenticato le tue pessime abitudini in pubblico” sibila ed i suoi occhi verdi bruciano “torna ad occuparti delle tue pratiche, in caso tu ritornassi in te, ho aperto l’editoria e gli uffici, tra poco arriveranno tutti, manca il direttore” alza la voce di due ottave sull’ultima parola, prima di prendere la giacca che appesa ed andare in direzione degli uffici.

“Un caffè lungo per cortesia” domando al barista che ha assistito alla scena con occhi avidi, solo grazie al mio atteggiamento da -stammi alla larga- evita e non approfondisce il discorso.

Ripenso ad Annie, il suo nome risuona come un richiamo in fondo alla testa che abbraccia e stringe dentro una morsa.

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28 thoughts on “Il sesso dei colori, V parte

  1. Ma come fa ogni mattina a trovare la forza per andare in ufficio e lavorare con la sua ex? E’ un incubo! Ho paura che lei sia il tipo che potrebbe curiosare e in qualche modo far sì che il cornuto venga a sapere di esserlo…

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