Il sesso dei colori, quarta pubblicazione

(Sette mesi dopo)

Siamo alla solita ora del mattino, come accade con regolarità negli ultimi mesi, sto aspettando. Aspetto con l’adrenalina del felino che sa dove guardare e la fedeltà di un cane dietro la porta di casa. Tuttavia la sensazione di smarrimento attaglia, sette mesi dopo la chiusura di ogni rapporto, sono qui.

In attesa.

Dovrebbe arrivare per aprire la galleria, Annie. Aspiranti pittori e affermati, innamorati dello stile artistico che percorrono quei corridoi, riprendono così vita nomi entrati nella storia. Cézanne, Pisarro, Picasso, Vincent Van Gogh, Monet. Un circolo creativo tra il moderno e il tradizionalista. 

Eccola.

Dopo gli ultimi eventi nessuno dei due ha provato a contattare l’altro. L’unico legame degno di nota è stato il buon sesso di ormai qualche mese fa. Una voce interiore suggerisce di mollare la presa, l’orgoglio si fa sentire, come cantava quel tizio? Per averti farei di tutto...

I capelli nero corvini scompigliati, sembra abbia dormito male, si muove in modo nervoso. Che piega ha preso la sua vita negli ultimi tempi? Mi chiedo se si ponga lo stesso interrogativo nei miei riguardi e se si è mai chiesta come stavo e se le cose tutto sommato andassero bene.

Sbatte la portiera della macchina che rimbomba per la via. Sarà successo qualcosa con il marito? Povero cornuto.

Dall’altra parte della strada, la visuale interrotta dal passaggio di gente, macchine.

Vado da lei.

Ha raggiunto la porta d’ingresso. Sta per aprire. Aumenta l’adrenalina in circolo, muovo dei passi in avanti, arrivo alle strisce pedonali. Sono le sette del mattino. Apre l’ingresso e richiude alle spalle.

E’ così da più o meno sette mesi, ogni giorno alla stessa ora si ripete questa scena. Alla mia età, cosa mi frena? E’ lecito chiedersi. Nemmeno un’intesa giornata in ufficio presso l’editoria, sembra un valido motivo. Guardo l’entrata ancora. Non saprei definire il mio umore neanche stamattina, attesa, rassegnazione. Lascio vagare i pensieri che si acquattano in un angolo, nel frattempo ho schiacciato la frizione e messo la prima.

-“Gabriel, sembri nervoso”-. una voce femminile ed elegante mi richiama.

Sono al bar accanto l’editoria Racconti Azzurri, il nome che abbiamo scelto, quando è stata fondata e tirata su dal niente. Che cosa sanno fare i soldi.

Dopo il divorzio ha voluto mantenere una carica in qualità di segretaria, lasciando la direzione al sottoscritto. Troppi pensieri a suo dire, da parte mia non aspettavo altro, il sogno di una vita che si realizza, dopo una cocente delusione.

Non penso che la questione ti riguardi, Giorgia” non avrei immaginato di dirle un giorno a lei. Vedo che tira fuori dalla borsa griffata l’agenda in pelle, la apre a libro. Pensare che tempo indietro trovavo assolutamente sensuali le pieghe interrogative sul suo viso “Hai delle riunioni che non si possono rimandare, in tarda giornata”.

Ogni giorno che passa mi rendo perfettamente conto di quanto ti piaccia farmi da segretaria, Giorgia”

Mantiene un’espressione contrariata “ci vediamo in riunione, puntuale, buon caffè” annuncia prima di prendere il copri spalle dalla sedia accanto ed andarsene. Le piace pensare di poter controllare le mie giornate, immagino.

Alcuni clienti sono passati facendo dei risolini. Qualsiasi cosa aumenta il senso di tensione sulle spalle e dietro il collo, non ci siamo stamattina. Sono quasi le otto, si prospetta una lunga giornata. Ripenso ad Annie, il suo nome risuona .

Chiudo la finestra e torno alla scrivania, lettere, conti da far tornare, recapiti telefonici da contattare, proposte da revisionare, un concorso da gestire e promuovere, serve una locandina di un certo stile…distrattamente guardo l’orologio, ora dopo ora lascio che il lavoro disponga del mio tempo.

Direttore, ha ricevuto la mia proposta per il concorso in fase di programmazione?” sollevo lo sguardo, Marc. 

L’ho guardato sì, l’idea di introdurre una fascia d’età per genere mi sembra logico, forse limita la partecipazione. Mentre puntiamo alla massa” Marc entra dentro socchiudendo la porta “la massa è un animale volubile” sorrido ironico “hai imparato il mio motto, visto che stai prendendo parte attiva al progetto penso di far bene a lasciarti il posto di Luis, stasera manderò alcune e-mail per coordinare i prossimi passi” Marc resta interdetto “come preferisce, puntavo giusto a questo” mi appoggio allo schienale della poltrona “benissimo, siamo d’accordo, va pure, chiudi la porta per cortesia.”. Giovane intraprendente Marc. Do un’occhiata su che ore sono, mezzogiorno passato. Dovrei perlomeno mangiare qualcosa per passare il pomeriggio indenne. Lascio tutto in speso sulla scrivania, spegnendo solo il MAC. Guardarmi attorno, qualcosa non mi torna, ho la sensazione che manchi qualcosa negli arredi. Scendo in direzione di un bar accanto, spero abbiano dei panini ancora.

Direttore, le idee che abbiamo steso in riunione l’ultima volta sono pronte per la prossima pubblicazione, procediamo?” Giulia. Giulia con una decina di libri in anteprima sulle braccia che le nascondono il viso “si procedete pure, vado in pausa e quindi non sarò in ufficio prima delle due, fermatevi anche voi, ne avrete bisogno, ottimo lavoro di squadra” fa un largo sorriso prima di sparire oltre il corridoio.

Richiudo l’ufficio mettendo via la chiave, pausa.

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4 thoughts on “Il sesso dei colori, quarta pubblicazione

  1. La revisione a parte qualche refuso di troppo ha funzionato. Molto migliorato il tono e lo stile. Il testo scorre più fluido senza quei fastidiosi salti che c’erano prima.
    Procedendo così il racconto diventa veramente buono

    O.T. riguarda questa frase. Mi sembra che manchi qualcosa e i tempi verbali non sono giusti
    ‘ In una città di modeste dimensioni come questa è riuscita ad ottenere un discreto successo dopo l’apertura ufficiale.’
    Ti consiglio di rileggere anche questa, perché è sgrammaticata.
    ‘Nei primi tempi affianco alla mia ex moglie Giorgia, dopo il divorzio ha voluto mantenere una carica di segretaria, sebbene il suo nome e cognome compaiano in più documenti di proprietà, non ne ha voluto sapere, lasciando la direzione completa al sottoscritto.’
    Anche questa non va bene. Sembra mancare qualcosa.
    ‘“Non penso che la questione ti riguardi, Giorgia” soppeso le parole, non avrei immaginato di dirle un giorno, a lei, tira fuori dalla borsa griffata l’agenda in pelle che apre sulle mani, se ne sta in piedi osservandomi con sguardo torvo. ‘
    Forse volevi scrivere sospeso qui ‘Lascio tutto in speso sulla scrivania’
    e qui capolino ‘Giulia fa capolinea.’
    Nella revisione hai perso qualche colpo.

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  2. Ho riguardato i punti che mi avevi fatto notare, dovrebbe andar meglio. Effettivamente non ero molto concentrata durante la revisione, è una parte della storia che tende ad annoiarmi, forse il ritmo o forse manca di qualità. Diversamente da altri capitoli non penso che coinvolga il lettore…

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  3. Mi piace il “sesso dei colori”… mi ha braccato questo titolo… e poi ho letto,ora, partendo dall’inizio… gli scritti a puntate non sono il mio forte… mi annoia la suspance del non sapere il seguito ma debbo confessarti che in questi tuoi non è accaduto! Merito dei colori??? Cmq grazie per la lettura!
    A presto.
    paolo

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