Sei libero di scegliere?

Ero al lavoro, niente di speciale, quando mi è caduto il portafoglio dal nulla “questo di chi è?” mi volto verso  il pizzaiolo “mio, passa qui, sennò sono rovinato” sorride lanciando quel rettangolo nero oltre la mensola per le verdure “peccato sia vuoto dentro” “l’importante è la salute” rido, in fondo ci credo in questo.

E’ passata la mezzanotte, ho la schiena a pezzi e la testa pesante, ripasso lo straccio per terra. Dopo averlo riposto inizio a rivestirmi. “Buonanotte!” passo davanti al bancone del proprietario “ho finito in cucina, a domani sera” saluto, sembra parecchio provato. Un uomo sulla quarantina con tre figli a carico, la moglie lavora con lui. Di lei mi viene da pensare che sia una gran lavoratrice, ma non molto istruita. Questa incredibile dedizione al lavoro non la comprendo, eppure ci sono dentro. Più per necessità di mantenermi che per convinzione sia giusto passare la maggior parte del tempo dietro ai lavelli.

Dicono sia silenzioso “incredibilmente silenzioso”, sarà il casino nella testa che basta a tenermi impegnato. Chi ci salva dalla sensazione che le cose potrebbero essere viste o meglio, vissute, in altro modo?

Di quando accetti un lavoro che se anche non ti fa impazzire, permette di guadagnare onestamente, quando scegli un corso di laurea che seppur non ti entusiasma, sai che potrà aprirti porte che in caso contrario non sarebbero accessibili.

Sei libero di scegliere?

L’invenzione più malata dell’uomo è la società. Le regole in cui si è chiuso per sopravvivere a se stesso. Le classi sociali per darsi importanza, i beni materiali per elevarsi lo spirito.

Se vuoi far parte del gioco inizi a modellarti in modo tale da raggiungere lo scopo, così piano piano, abbiamo inventato i conflitti personali, tra chi sentiamo di essere e a chi dovremmo assomigliare per arrivare all’obiettivo prefissato. 

C’è un filo logico e la gente inciampa.

Dietro di me il titolare sta spegnendo le luci del ristorante, faccio un altro cenno con la mano, prima di far partire la macchina e mettere la prima. Vetri ghiacciati e nebbia, ho voglia di ritornare al caldo a casa. Per le strade qualche macchina sfreccia, dove diavolo è in ritardo a quest’ora? Un appuntamento a luci rosse con qualche bella donna, non può essere il contrario. Parcheggio, a quest’ora potrei incontrare una qualsiasi tipologia di persona e prenderla per un malvivente in cerca di guai. Scendo e chiudo la portella velocemente, ricordandomi solo in un secondo tempo che ho dimenticato il grembiule sul lavoro. Pazienza. Apro il cancello dando un’occhiata in giro. C’è parecchio freddo, l’aria gelida mi entra nelle ossa attraverso il respiro, ho perso la sensibilità delle dita e fatico a girare la chiave nella toppa. 

Fatto. 

Il silenzio di casa è rassicurante come poche cose nella mia vita.

Sara che è il caos della società in cui viviamo a spaventarmi, il fatto stesso di dover correre per costruire e per cercare un centimetro di spazio da poter chiamare “mio”.

Sei libero di scegliere?

Hai un pezzo di Vita preso e afferrato al volo. Il mondo sembra suggerire “puoi fare quello che vuoi” invece ti scontri coi limiti dentro i quali vivi. Questo essere tutti vicini, ma distanti. Possiede un che di destabilizzante. Non sei accanto a nessuno, ma di nessuno sai con chi si sposa, se ha figli, se è in salute e se magari ha avuto una promozione, presso chi o che cosa. Quel nessuno potrebbe passarti accanto nella piazza del paese e darti nessuna emozione.

Ho spento la luce della camera e messo in carica il telefono, controllo se ci sono novità, ma è la conclusione di una giornata come tante in attesa di altre. Chiudo gli occhi al soffitto. Certo che sono grato di tutto, certo che per arrivare ad uno scopo ci vuole impegno. Eppure, quella vocina in fondo alla testa…

…sei libero di scegliere?


 

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8 commenti Aggiungi il tuo

  1. AliDiFarfalla ha detto:

    Mi complimento per questo articolo. È molto realistico. Tutti noi, anche coloro che non lo vogliono ammettere, siamo vittima delle costrizioni della società in cui viviamo. Siamo liberi di scegliere? Spesso me lo chiedo anche io. E faccio di tutto per poter rispondere di SÌ … almeno per le piccole cose. Conformarsi, ma non conformarsi troppo. Mantenere la propria genuina identità. Una delle sfide più difficili.

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    1. Musa ha detto:

      Concordo sul chiamarla una sfida, sembra che perlopiù ne siamo consapevoli, ma diciamo che infondo va bene così!
      Grazie per i complimenti 🙂
      Musa

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  2. rodixidor ha detto:

    l’importante è la salute

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    1. Musa ha detto:

      Giustamente .. ahah

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  3. newwhitebear ha detto:

    sei tornato con un bel post, veramente bello.
    Sei libero di scegliere? No. Il destino ha già scelto per te la strada.
    La società fa il resto.

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    1. Musa ha detto:

      Grazie orsobianco.. ma che ne è del libero arbitrio?
      Serene feste.. domani tocca a me pubblicare vero

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      1. newwhitebear ha detto:

        Il libero arbitrio? Finisce quando incrocia quello degli altri.
        Felici festività.
        O.T. per gennaio ho pensato al 8 gennaio. Va bene?

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      2. Musa ha detto:

        Benissimo..
        Felici festività!

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