24 Dicembre ’16

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Lev Tolstoj

E’ un single trentenne al banco della frutta, ha in mente un’immagine distratta dell’ultima donna con cui è stato “con chi passerà il Natale” si chiede, mentre valuta il prezzo di un Iceberg e di una classica lattuga verde a foglie larghe. A chi rivolgerà le sue attenzioni? Butta dentro al carrello la lattuga proseguendo a passo spedito. Sente qualcosa andargli storto dentro, un pezzo incrinato che vorrebbe ignorare. Bambini urlanti qualche metro più in là, una giovane coppia che discute sul menù della sera, una famiglia al completo che aspetta il turno alla cassa, un anzianotto col bastone che a passi misurati va verso l’uscita.

Il nostro giovane ha deciso per l’insalata e per qualche fettina di carne, gli manca il contorto di lenticchie che sa già dove trovare. Un abitudinario del punto vendita.

Il bambino ha scelto il pacchetto di caramelle dopo aver rovistato tra quelli esposti, ne ha fatti cadere diversi “Riccardo!” lo richiama la madre “quante volte ti devo dire ancora di non prendere le cose che non sono tue?” “voglio questo” i bambini se ne fregano delle regole, sanno come rendersi felici. E’ Natale, pensa la mamma, mentre ripone il pacchetto nel carrello, aggiungendo mentalmente alla somma che hanno raggiunto. Lei che cerca con lo sguardo il marito intento allo smartphone. Ecco una parte dei soldi della tredicesima, avrà un’altra? Soppesa. Il marito raccoglie lo sguardo e ripone in tasca il lucente gingillo, la raggiunge e le stampa un bacio sulla fronte “mi hanno chiesto un cambio turno al lavoro per questo Lunedì”, “vorrà dire che sfrutteremo il tempo a disposizione” sorride lei, rassicurando entrambi.

Il nostro giovane ha preso la via verso la cassa, aggiunge un pandoro in esposizione vicino al nastro della cassa. Rigorosamente senza canditi, come ogni anno a questa parte. Arriva il suo turno, saluta la cassiera “anche stasera sei di turno gioia?” “per poco, sei il mio ultimo, smonto tra dieci minuti” “oh, guarda…ho giusto tutto il tempo per aspettarti”. Passa il resto del tempo fuori dal market, fino a quando una giovane ragazza dal caschetto biondo si presenta davanti “ti piace proprio prendere freddo”, “no, mi piace sapere che sarai mia tra qualche minuto dopo aver comprato le mie solite cose”. Andava avanti così da sei mesi, chi si trovasse più a suo agio in quel tira e molla senza particolari attrattive, non è chiaro. Imbosca la macchina vicino al magazzino del market e lascia accesso il riscaldamento. I vetri della macchina sono già del tutto appannati, mette le sicure alle portelle “non si sai mai…” ride lui, lei ha steso il sedile “allora? Ho freddo”.

La famiglia al completo è uscita, il bambino corre verso la macchina con la bocca piena “Riccardo, una caramella, non tutte, dopo ti viene male al pancino” “vaaa beenee” risponde, riempiendosi ancora la bocca “ssssshhoonnoo buuhhhone” “Riccardo insomma! Sputa fuori, subito!” “nhoo” si gusta il momento e va a sedersi in macchina. Il padre ripone la spesa “tesoro non prendere freddo, entra anche tu, si gela”. Entra e fa partire il riscaldamento, girandosi verso il figlio “ti ho detto di sputare fuori” il bambino indica una macchina bianca in lontananza, illuminata dal lampione, guarda quella macchina bianca, rotta, è accesa senza muoversi, che fumo che fa!” i genitori si guardano in modo ammicchevole dallo specchietto retrovisore.

“Oh, … va bene così” il nostro giovane ha puntato sulla sua serata migliore  “sempre,magnifica” ansima. Torna sul sedile del guidatore, gli bastano due minuti ed è già pronto per ritornare a casa. “Rimani il più veloce di tutti i tempi” fa lei con una nota di delusione. Lei che come altre, forse spera di cambiarlo, in meglio? Si sistema a sua volta e scende dalla macchina “stammi bene, maratoneta” un veloce bacio umido. Il nostro giovane fa retromarcia e torna verso casa, la ragazza dal caschetto biondo ha un compagno che sta aspettando. Un compagno che probabilmente ha preparato uno dei suoi piatti preferiti e sta aspettando come una docile bestiola sul divano comprato insieme qualche mese fa all’IKEA.

Il bambino durante il tragitto verso casa ha finito il pacchetto “ultima!” esulta estasiato, nel mentre emette un terribile lamento e prova a tossire “Riccardo! Riccardo! Accosta! Accosta subito!” Frena di colpo ed una macchina bianca di corsa passa a suon di clacson e lampeggianti. Scende la madre in preda alla paura e all’ansia, d’istinto apre la bocca, ma non vede nulla. Mette in atto una manovra da primo soccorso insegnategli ai tempi dell’università. Il bambino spunta a getto la caramella intera rimasta in gola. Finisce con il piangere disperato, mentre la madre lo stringe al petto tremante “adesso basta caramelle per un mese intero!” “nono, basta sempre!”il padre guarda la scena sentendosi inerme.

Il nostro giovane ha steso le gambe sul divano, a messo a cuocere il riso e in ammollo la lattuga tagliata. Che pazzo quell’uomo in strada! Stavo per investirlo, ripensa arrabbiato all’evento della serata. La ragazza dal caschetto biondo non gli ha scritto come faceva di solito, potrebbe farlo lui, ma ricorda di non volere responsabilità. Controlla la cottura e accende la tv, danno una commedia romantica. Si ricorda di dover scrivere ai suoi genitori, ma non parla con loro da diversi anni, ogni anno pensa di doverlo fare, poi si rende conto che ogni scusa è valida per rimandare. Il riso è pronto, lo passa sotto l’acqua tiepida e riempie il piatto, aggiungendo il condimento che aveva preparato. Toglie la lattuga dall’acqua e la strizza nella centrifuga. Suonano al campanello, chi sarà a quest’ora di cena? Che noia. Fa finta di non sentire e continua a girare l’insalata. Drriiinnn “lo so che sei qui, apri e non fare lo stronzo” una voce femminile che gli trapassa il cranio in due. Perde dalle mani la centrifuga che sbatte rumorosamente per terra, pezzi verdi risaltano ovunque sul bianco del pavimento con i pezzi di plastica della centrifuga “porca miseria!” impreca al vuoto. Va verso la porta “ma che vuoi?!” è proprio lei, la ragazza dagli incredibili occhi scuri “hai sbagliato porta o serata”, vorrebbe fare il duro di turno, ma gli riesce difficile e sente le mani tremargli dall’emozione “va bene così…” fa lei, lo spinge dentro e richiude la porta lentamente. Raccoglie i pezzi per terra e trova della carta per asciugare il pavimento, conosce bene quella cucina. Lui rimane al centro della stanza, guardando assaporando l’energia della sua vicinanza. Dovresti chiamare i tuoi genitori è molto tempo che rimandi, almeno per queste feste… Lui ci ripensa, la guarda negli occhi “forse” prende in mano il telefono e compone un numero che non faceva da troppo tempo, al secondo squillo risponde una voce

“mamma?” il nostro giovane ha la voce tremante.

La madre ha riposto la spesa ed apparecchiato la tavola, sente i postumi dell’adrenalina per lo spavento di qualche ora prima. “Tutto bene? Non parli da quando siamo ripartiti”chiede al marito. Il bambino scarta il regalo di Natale in anticipo, sta cercando di far capire cosa contiene “no, è solo che… sei stata incredibile” il bambino ha capito cos’è…

“mamma!” il bambino richiama la sua attenzione.

 

 

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3 thoughts on “24 Dicembre ’16

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