Un fresco primo mattino

il

Abbiamo parlato,

non succedeva da diverso tempo. Lo so per certo.

Quel parlare, giusto quel parlare, quando apri la valvola e le parole sbuffano fuori, come una moka che ha finito il suo dovere e sbollisce placida.

Ha ascoltato,  quante persone che conosci ascoltano? Poche, non trovi? Quanto è curioso che le persone ascoltino così, senza preavviso, proprio quelle verso cui non ti saresti rivolto, fino a poco prima?

Sai, ti sto cercando, vorrei tu sapessi. E’ il desiderio del “non ancora” come se fossi ad un passo da te. Di quando vorresti prendere quel nuovo smartphone solo per comporre un vecchio numero, ed infine finire in qualche post di facebook, oppure una notifica su instagram, un messaggio dalla Vodafon. Ecco la nostra ricca realtà virtuale.

Siamo la generazione della sterilità sentimentale.

Ha ascoltato, quante persone che conosci  ascoltano? Poche, lo so. Mi domando a chi ti rivolgi, quando la tua nave sta per girare il timone, hai ancora una stella da guardare di buon auspicio?

Credo di aver perso di vista la mia, so che c’è, da qualche parte  indicherà la cosa migliore o forse la meno peggiore.

Stavamo parlando, un fresco primo mattino. Ascoltava sì, con vivo interesse ed una stanchezza evidente sugli occhi e sulla lingua. Parlavamo, come se il tempo fosse tutto lì, come se tutto potesse aspettare la fine della nostra conversazione.

Stringendomi nella mia finta giacca di pelle, qualche brivido per il freddo e la stanchezza addosso “e così, tutto come deve andare, non trovi?” “si, trovo, e sai… a volte penso che tutto possa essere realizzato, delle altre maledico il giorno in cui ho iniziato, ridicolo, non trovi?”

Non ho composto nessun numero, non ne avevo modo. Quel nuovo smartphone sembrava così inutile, in mezzo al sedile del passeggero, mentre me ne tornavo a casa in macchina. Accendo lo stereo e lascio ripetere la stessa canzone. L’unica compagnia di questo periodo.

Mi domando verso chi, tu ti stia rivolgendo. Forse mi pongo un pensiero in più e forse scorri sulle tue acque, con l’unico pensiero di cosa portare al porto a fine giornata.

Volevo essere fatto diversamente, pensare ad altro o non pensare affatto, ma sai, stavamo parlando, un fresco primo mattino. Ed il suo interesse nell’ascoltarmi, ha riportato a te, chiedendomi se mai e quando ti potrò…

 

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. alessialia ha detto:

    Che bella ale…
    Non ci si ascolta piu…

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    1. Musa ha detto:

      Ma quanto è vero bollicina..

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  2. newwhitebear ha detto:

    bello lo sbuffo di parole. peccato che stia ancora cercando di dare sfogo.
    Bel pezzo, Musa. Veramente bello. Mi è piaciuto molto. Un frammento o qualcosa di più?

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    1. Musa ha detto:

      Non saprei sai? Grazie .. sei sempre troppo gentile 😉

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      1. newwhitebear ha detto:

        No. è veramente buono

        Mi piace

      2. Musa ha detto:

        Grazie eee

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      3. Musa ha detto:

        Qualche ”e” che è scappata 😀

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