di chi è la prossima partita?

Ti tieni troppo impegnato, ma quanto stai correndo?

Aspetta, dove vai, …

fermati

“devo andare” a breve riparte un corso all’università che sto seguendo, nel pomeriggio lavoro part-time presso un negozio di animali

“Non ho tempo”

“ma dove corri? Prendi un caffè con noi dai”

“davvero no, devo andare” forse qualche minuto c’è, ma non posso.

Impegni, appuntamenti, contratti, relazioni umane.

Ecco tutto quello che ero diventato

“come stai?” “bene grazie, il lavoro sta andando quasi esattamente come dovrebbe andare!”

Alla domanda come sto rispondo che il lavoro va bene, per certi versi dovrebbe essere così chiara come risposta, ma solo chi veste certi panni ne può capire la misura.

“Guarda, la mia vita personale è… non so, hai presente il formaggio coi buchi?”

“sì, all’incirca”

“ecco, quella è all’incirca la sintesi della mia vita personale”

“Molto riduttivo”

“No, non direi, la rappresenta bene”

Cosa che ti accorgi di volere: il giusto portamento, il tono di voce, l’abbigliamento, la cordialità, l’essere svegli ed ingenui al tempo stesso e al momento giusto.

“come ti sta andando?”

“molto bene, in attesa della promozione”

“con te si parla solo di lavoro”

“che vuoi farci, il potere logora chi non ce l’ha, quasi scherzo, ma non troppo!”

Hai presente, tra tutta le gente che incontri, nessuno con cui stare a guardare la pioggia.

“come due cetrioli davanti una finestra?”

“quasi, qualcuno con cui condividere un momento in solitudine”

“lavorare troppo ti fa pensare cose strane!”

“forse, eppure in momenti come questi, dove non fa altro che piovere, mi ricordo di quanto vorrei qualcuno con cui condividere questo peso”

“il lavoro?”

“ah no, per una volta… no”

“incredibile, è cosa?!”

“Non puoi capire”

“spiegati! suvvia”
“devo andare, ho un colloquio di lavoro”

“ah ecco, il solito… e non pensare cose strane!”

“ci proverò” come sempre e come ad ogni momento di ogni giornata

così tante corse, cosi diverse cose… a che proposito? Prima qua, poi lì… poi in un altro posto. Pur di non sentire, pur di non pensare, qualcuno con cui poter condividere la propria solitudine. Suona male perfino a me stesso. Ed ecco un altro impegno preso “qui ed ora, nota bene per l’indomani, prima di poter aver dormito abbastanza, sarai già salito in macchina, viaggiando in quinta”

Hai presente, tra tutta le gente che incontri, nessuno con cui stare a guardare la pioggia. Tra tutta la complessità di relazioni umani da saper gestire e assecondare, un elemento che sia di quanto più affino alla tua natura?

Sembra quasi uno scherzo di cattivo gusto. Dopo tanto impegno e dedizione, gli eventi e le persone di cui non potrai fare a meno o difficilmente, sono quelli e quelle capitate per caso, casualità. Risulta quasi intollerabile, cosa poter fare nell’attesa? Senza vanificarla…

Qualcuno capita altri sono di passaggio. Potevi quasi essere tu, ma poi gli eventi attorno hanno la meglio

“no, non è il caso…” deciso, imbarazzato, colto di sorpresa, ma non troppo…

“hai ragione, non sia che tu ti distragga dal tuo operato”

eppure, nel frattempo…

 

 

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8 thoughts on “di chi è la prossima partita?

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