scala reale – terza parte

(…)

Appoggio il bicchiere, me ne bevo un altro, stavolta lo sento di più, il bruciore si trasforma in un’altra sensazione, la testa vacilla, Poggio il bicchiere

”da dove iniziamo?’

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Mi afferra per la vita con entambe le mani, penso che rimaranno dei segni, inarco la schiena e ci baciamo. Sono in braccio a lui, non so come faccia, ma siamo già sul letto. Nel cambiamento di posizione la testa mi vacilla, dico che sarebbe stato meglio se mi fossi fermata al primo bicchiere, ma è tardi per pensarlo.

“Giulia”

“non fare domande” sospiro ad occhi chiusi, sdraiata sul letto con le gambe a penzoloni. E’ così alto che non tocco il pavimento nemmeno con le punte.

Proseguiamo. Spogliato, nudo, ma non meno indifeso. Una stretta mi avvolge lo stomaco, mi sento un pesce fuori dall’acqua, continua a girarmi tutto.

Sento i suoi denti lasciarmi segni ovunque, inarco di nuovo la schiena “mi fai male”

Mi fa roteare su me stessa, avvolgendomi da dietro con le mani, mi stringe sull’addome. Iniziamo a farlo così, con più foga di arrivare al dunque;

Sento delle fitte per tutto il corpo, gli chiedo di rallentare, non lo fa, arma con qualcosa per qualche secondo. Per poi ricominciare più forte, credo abbia usato del lubrificante.

Sento ancora delle fitte, inizia più forte, mi appoggio al letto, mentre mi stringe per i fianchi. Ha abbastanza forza da tenermi immobile al mio posto ed io non accenno a resistere.

Prendiamo una pausa, nessuno dei due ha raggiunto l’apice.

“-siamo lunghi oggi”- mormoro, il respiro di entrambi è pesante.

Avvertiamo entrambi delle voci lungo il corridoio.

-muri sottili-

Mi raccolgo su me stessa, cercando di prendere ordine, mi volto per guardarlo, oltre che avere una delle sue migliori erezioni, ha anche indossato il preservativo;

“l’abito per tutto” –

sorride, passandosi una mano tra i capelli scuri e corti

-mi piaci- affermo, volgendo lo sguardo altrove, cosa mi salta in mente?

-scendiamo di sotto?- fa, disinvolto

Sento il corpo dolorante  “rendiamo più lunga questa notte”

Temo che al piano terra dovrò fronteggiare qualche collega, meglio che mi sistemi e faccia finta di nulla, a buon viso.

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3 pensieri su “scala reale – terza parte

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