Rose

Annunci

Remixa quei pensieri

Avevo una qualche forma di interrogativo sulla solitudine o sull'essere soli. Chiunque con un margine di esperienze negative o positive che siano, potrebbe essersi trovato nella situazione di doversi dare una risposta. Solitudine o essere soli?  Fino ad unire i casi insieme, stare fra tanti e sentirsi soli ugualmente. È più un concetto soggettivo. La... Continue Reading →

L’inizio di un qualcosa?

Appena i loro occhi si incontrarono, entrarono in una nuova dimensione, la loro. Tutto, intorno, scomparve, le parole si fermarono, i gesti si interruppero, si seguirono entrambi. Fu Jack a non perdere di vista Amber. Lei gli parlò con disinvoltura. In realtà il suo cuore palpitava all'impazzata, si sentiva goffa, stupida, impacciata, ma serena, sì,... Continue Reading →

E pace fu…

Smise di pensare, ragionare, sentirsi inadeguata, cupa, fredda. Si lasciò trasportare da ciò che le veniva incontro, basta razionalità! Si vive con l'irrazionalità, l'istinto, le emozioni, la follia, il bisogno di viversi e godersi il momento. Le bastò un'anima combaciata alla sua, la sintonia, il giusto essere.

(Dicono)

Dicono che non si è davvero persi finchè un pensiero ti riporta a casa come il filo d'Arianna ma creando vortici d'astrattezze si perde la via lasciarsi tendere dalle polarità tra chi vogliono che tu sia e chi sei veramente optando per una mezza vita una mezza verità un fermacarte nel libro giusto sulla pagina sbagliata realizza,... Continue Reading →

take_me_home_*

Riportami a casa. Riportami alla tranquillità, ai bei momenti, ricordami che in tutto sto casino esiste qualcosa di buono.  Ricordami cosa voglia dire. Cosa voglia dire essere quel qualcuno a cui rivolgi l'ultimo pensiero della giornata. Riportami a casa dal sentiero più tortuoso, non m'importa dei sassi e delle buche lungo il percorso, li potrei... Continue Reading →

il soliloquio del folle #un giro nel cervello

Stava ancora macchinando su come avrebbe dovuto costruire il prossimo castello di carte. Cosa usare per la malta, il materiale delle delle carte. Pensieri fluidi a far da base a pesantezze nell'animo. Di chi sarebbe stato il progetto, si mormora nel cantiere centrale. In periferia arrivano i suggerimenti. Stabilità o flessibilità, stare in allerta o rilassati agli eventi. Il folle... Continue Reading →

piccolo saluto e estratto da

Ultimamente non c'è molto movimento da queste parti, sarà l'Autunno che con le sue foglie ha messo al riparo anche i miei pensieri, non trovo molta voglia di scrivere. Forse come capita in generale, pensare troppo e agire meno. Ho dato avvio ad un altro spazio, che ancora non voglio pubblicare, cercherò di dargli forma, sperando che la... Continue Reading →

Inutili aspettative

Ci si aspettano molte cose dagli altri, semplicemente lo specchio di ciò che diamo noi. Ottime illusioni. Aspettative frantumate in molteplici istanti. Il conseguimento è la consapevolezza di apprendere di essere soli. E' così. Alla fine, qualsiasi cosa accada, si è sempre soli a cavarsela. Nessuno tiene tanto a qualcuno che non sia il proprio... Continue Reading →

Attimi eterni

Non importa chi erano, tanto meno cosa volessero. L'essenziale era stare vicini. Muti rombanti, sordi allegri, immobili vivaci. Non importa cosa facessero. L'essenziale era stare vicini. Discorsi strimpellati, come un bimbo timido d'innanzi a persone estranee. Il sfiorarsi impercettibile ma tangibile delle scarpe, lasciando loro l'arduo compito di parlare. Pensieri diversi, ma accomunati. Muti rombanti,... Continue Reading →

Spezzato a metà

I mostri più belli la assalirono, d'impatto. Non ebbe il tempo di difendersi, di scacciarli. Arrivarono da tutte le parti. Dapprima colpirono l'angoscia e successivamente si accattivarono la tristezza. Sedettero sull'impossibilità, la quale restò immobile. Venne in suo aiuto l'adrenalina che fu spezzata dalla consapevolezza.

Libertà

La libertà iniziò il giorno in cui incappai in me stessa.

All'orizzonte prendo figura

– Com’è che sei finita dentro una fica?

La sua domanda, irriverente e scanzonata, non mi diede il fastidio che avrebbe procurato in altre occasioni. Questa volta, nonostante la volgarità, sapevo che aveva ragione. Mostrai il cipiglio, voltai il capo, ma sorrisi soddisfatta.

Sì, il mio doppio, lì in fondo, in un pozzo a forma di fica. Che dico, sembrava addirittura un bidet, un oggetto di Duchamp. Tutto era accaduto inseguendo un gatto. – C’entrano sempre i gatti, in qualche modo – , mi ero detta. Non mi ero mai vista così lontana. Fu allora che iniziai a fotografarmi, giorno dopo giorno, in cerca di una vertigine, alla ricerca di ciò che lui non avrebbe più saputo offrirmi.

Non mi sentivo defraudata, alla ricerca di un palliativo. La libertà iniziò il giorno in cui incappai in me stessa.

View original post

aperitivo e un buco di pensieri

Un semplice aperitivo, ha scantenato l'inferno! bene bene bene... allora con l'ultimo tipo? - ragazza convinta di essere ad un semplice aperitivo l'ultimo tipo? un altro bla,bla,bla - ragazza convinta di non essere ad un semplice aperitivo -arriva il barman con i due spritz, taglia la corda, ha fiutato il pericolo. La ragazza non convinta... Continue Reading →

Pioggia

Pioggia. Limpida, sporca, pura, accessibile. Opinabile, curativa, pensierosa, triste. Gioiosa, rumorosa, giocosa, diretta, plausibile. Nuda, nostalgica. Permissiva, leggibile, serena. Cruda, furiosa, tagliente, divoratrice. Ipnotica, pragmatica, veterana. Innovatrice. Pioggia.

Arma attrattiva

Labbra, la miglior seduzione. Sensuali, accoglienti, calde, carnose, passionali. Vogliose, veraci, possenti, seduttive. Delicate, fini, voluttuose, tentatrici. Ammalianti, incantevoli, d'effetto, rapitrici. Corrotte, ingannevoli, attraenti, adulatrici. Labbra, la miglior seduzione.

La Tregua di Natale (25 Dicembre 1914)

Sogni e Storie

Natale 1914

Nel corso del Natale del 1914 circa 100.000 soldati britannici e tedeschi furono coinvolti in molte tregue spontanee lungo il fronte delle Fiandre. I primi episodi ebbero luogo durante la notte della vigilia, quando soldati tedeschi iniziarono a porre decorazioni natalizie nelle loro trincee nella zona di Ypres. Bruce Bairnsfather (noto umorista e cartoonist britannico, capitano di un’unità di mitraglieri del Royal Warwickshire Regiment) descrisse l’episodio. I tedeschi presero a mettere candele sul bordo delle loro trincee e su alcuni alberi vicini e a cantare alcune tipiche canzoni natalizie. Dall’altro lato del fronte, i britannici risposero iniziando a cantare, e dopo poco soldati dell’uno e dell’altro schieramento presero ad attraversare la terra di nessuno per scambiare piccoli doni come cibo, tabacco, alcolici e souvenir quali bottoni delle divise e berretti e scattare foto ricordo. Spesso gli episodi di fraternizzazione proseguirono anche la mattina di Natale. Vennero persino organizzate improvvisate…

View original post 37 altre parole

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: